Saint Seiya Hypermith.Delta

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LORD VASQUAS (By -Zeus-)
view post Posted on 31/1/2008, 20:24Quote
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Sorella gemella di Cavallone Dino

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 10:51


Lo posto qui, al max spostate... Il post è da modificare, ma lo faccio io, np... XD io e Mcree ci siamo divertiti un sacco ad interpretare lord vasquas e irene...^_^

LORD VASQUAS

CONRAD VASQUAS (149 punti)

http://image.forumfree.it/5/9/4/5/2/9/1201806912.jpg

DATI
Età: 25 anni
Altezza: 180 cm
Peso: 75 kg
BACKGROUND
Conrad Vasquas nacque a Praga nel 1825 in una famiglia piuttosto ricca. Il XIX secolo fu un secolo di rinascita per la cultura ceca grazie al movimento denominato Rinascita Nazionale, che si dedicò a ricerche filologiche e storiche atte a ricostruirne e a celebrarne la storia, la lingua e la letteratura. in questo contesto culturale, i genitori del piccolo Conrad avrebbero voluto che il ragazzo divenisse medico, come lo era il padre.
Il piccolo Conrad era invece appassionato di paranormale; lo zio, Enrique Vasquas, definito da tutti la "pecora nera della famiglia", fu uno studioso del paranormale che per procurarsi i soldi per gli studi lavorava a tempo pieno in un cimitero. Affascinato dalla figura dello zio, Vasquas decise di seguirne le orme. I genitori furono contrari a questa scelta e dopo varie vicissitudini finirono per diseredare il ragazzo ormai maggiorenne. I genitori morirono nei moti rivoluzionari del 1848, fu una tragedia nazionale. Lo zio morì l'anno successivo di morte naturale.
Conrad ereditò quel poco che aveva suo zio e aprì uno studio alla periferia di Praga. In seguito conobbe Irene Merton, che divenne sua assistente.

ATTRIBUTI
Forza: 12 [20 punti] 1d-1 / 1d+2
Destrezza: 13 [60 punti]
Costituzione: 11 [10 punti]
Intelligenza: 11 [20 punti]
Volontà: 11 [10 punti]
Percezione: 12 [20 punti]
CARATTERISTICHE SECONDARIE
Basic lift: 14,4
Punti ferita: 12
Punti fatica: 11
Velocità: 6,25 - Schivata 9
Movimento: 7 [+1 che costa 5 punti
LINGUE
Ceco (Native) [0 punti
VANTAGGI
Reputazione +4 (Tutti a Praga con 10 o meno) [5 punti]
Talentuoso +1 (Armi da fuoco) [5 punti]
Senza paura +4 [8 punti]
Fashion sense [5 punti]
SVANTAGGI
Ossessione (Sconfiggere tutte le creature delle tenebre) [ -10 punti]
Reputazione -4 (Tutti a Praga con 10 o meno) [-5 punti]
Avaro [-15 punti]
Sete di sangue [-10 punti]
PECULIARITA'
Se è possibile fa in modo di fumare un buon sigaro (-1)
ABILITA'
Pistola 14
Sciabola 15
Paranormale 14 [Gratuito]

INVENTARIO
Vestiti
Vecchia casa ereditata dallo zio nella periferia di Praga nei pressi del cimitero (Valore 4000 Corone)
200 Corone a portata di mano
500 Corone a casa
1800 Corone nella banca centrale di Praga
Pistol sabre Miquelet (valore 800 corone):

http://image.forumfree.it/5/9/4/5/2/9/1201806947.jpg

.54 Flintlock, Damage 2d-1+, Accuracy 0, Range 70/350, RoF 1, Shots 1(20), ST 11, weight 3 lbs (1,4 kg), Bulk -3, Rcl 3, 150-200$

+

Sciabola da cavalleria, Aff+1 / Fen+1, Range 1, Peso 3 kg, forza minima 10 (-2 a colpire la mano)

8 proiettili .54





IRENE MORTON (140 punti)

http://image.forumfree.it/5/9/4/5/2/9/1201806989.jpg

DATI
Età: 21 anni
Altezza: 167 cm
Peso: 55 kg

BACKGROUND
Ha conosciuto Lord Vasquas circa tre anni fa. Questi l’ha vista in difficoltà contro dei teppisti, e l’ha difesa. Da allora l’ha presa con sé perché Irene non ha una casa, essendo molto povera. Lord Vasquas le ha insegnato il mestiere e da allora lei gli fa da assistente e segretaria.

ATTRIBUTI
Forza: 10 - 1d-2 / 1d
Destrezza: 12 [40 punti]
Costituzione: 10
Intelligenza: 14 [80 punti]
Volontà: 10
Percezione: 10

CARATTERISTICHE SECONDARIE
Basic Lift: 10 kg
Punti ferita: 10
Punti fatica 10
Velocità: 6 - Schivata 9 [10 punti]
Movimento: 7 m/s [10 punti

LINGUE
Ceco (Native)

VANTAGGI
Empatia [15 punti]
Resistente ai veleni [5 punti]
Gusto e olfatto acuti [2 punti]
Talento linguistico [10 punti]

SVANTAGGI:
Curiosa [-5 punti]
Sincera [-5 punti]
Fobie:
-Altezza [-10 punti]
-Ragni [-5 punti]
-Cani [-5 punti]
-Tuoni e lampi [-10 punti]

PECULIARITA'
Un neo sulla guancia sinistra [che ti costa 0]
Lettura veloce [in questa campagna possiamo anche considerarla una peculiarità da +1 di costo]

ABILITA'
Pistola 14 [7 punti]
Paranormale 14 [Gratuito]

INVENTARIO
Vestiti
200 Corone a portata di mano
500 Corone a casa
2100 Corone nella banca centrale di Praga
Belgian Flintlock pistol .54 replica (Replica di un'arma 700 esca con caratteristiche moderne, 200 corone di valore)

http://image.forumfree.it/5/9/4/5/2/9/1201807055.jpg

.54 Flintlock, Damage 2d-1+, Accuracy 1, Range 70/350, RoF 1, Shots 1(20), ST 10, weight 3 lbs (1,4 kg), Bulk -3, Rcl 3, 150-200$

8 proiettili .54

CAPITOLO I – LA PROPOSTA

Narratore

La tenuta Vasquas, chiamata anche scherzosamente qui nei dintorni "cemetery manor", non è affatto una brutta casa per la grigia, fredda e umida Praga. Costruita su due piani, offre più spazio di quello che da fuori sembrerebbe. Una casa del genere, in centro a Praga costerebbe almeno 15000 Corone; ma qui è diverso. Qui siamo in periferia e soprattutto, la tenuta sorge proprio di fianco al cimitero, un posto dove ancora sono seppellite persone nate nel 1600. Insomma, due fattori "da nulla" che ne riducono il prezzo a un terzo.Lo zio di Conrad, "il becchino" come lo chiamavano, l'aveva comprata per ancora meno, e infondo lui lavora qui. Per voi è diverso. Questa è un pò la vostra "base" o "ufficio", se preferite. Non è raro ricevere richieste di aiuto per fatti "soprannaturali". La Vasquas investigation si occupa di questo infondo: fatti soprannaturali e inspiegabili. E Praga è il regno di queste "favolette". Molti in città hanno preso Conrad in simpatia, altri in antipatia. Leggende e voci false girano su di voi. Il 90% delle chiamate non vi frutta molto, in quanto di solito non c'è nulla di soprannaturale. Il vento che ulula in un tubo metallico, scambiato per il richiamo dei morti; un fantasma che si rivela essere un fuoco fatuo... non importa, vivete anche di questo.

La campanella della vecchia casa suonò vigorosamente, proprio durante la colazione, alle 7.50 del mattino dell'8 febbraio dell'anno 1850...

Irene

Irene si era alzata da poco. Era abbastanza presto e c'era un po' di fresco che lievemente entrava da uno spiraglio nella casa. Lord Vasquas, colui che l'aveva presa con sé circa tre anni prima e l'aveva aiutata, era di fronte a lei.

La giovane prese del caffè e cominciò a sorbirne un po', lentamente. Sospirò. D'un tratto un suono la fece sobbalzare. Era il campanello, suonato in modo molto vigoroso.

"Bene, ecco come cominciare una gioiosa giornata in questa grigia città..." pensò.

Fece un cenno a Vasquas e andò ad aprire per vedere chi era.

Narratore

La bruma del mattino ti si parò davanti. Uno spettacolo inglorioso ma infondo affascinante, non stonava in una città così barocca e le guglie e gli spuntoni che si elevavano in cielo dalle case e dalle chiese sembravano perforare la nebbia come la lama penetra il burro. Davanti a te, un uomo vestito di bianco e con i capelli di simile colore, tanto che le sue fattezze si nascondevano quasi fra le goccioline di umidità, prese la parola...

???

"Oh...lei è la signorina Morton immagino! Mi presento..."

Si toglie il cappello...

"Il mio nome è Shimus, ma ha poca importanza, faccio parte della servitù del signor Gatz Geneva... di cui sicuramente avete sentito parlare... egli mi ha mandato qui per prendere appuntamento con voi e chiedervi...beh... posso entrare?"


GENEVA
La famiglia più famosa qui a Praga. Graz, ancora giovane ha ereditato un patrimonio di almeno 5 milioni di Corone... si dice che sia veramente un ragazzo bellissimo e di buone maniere.


Irene

Quando la ragazza aprì la porta il mattino la avvolse. Respirò profondamente.

Di fronte a lei si trovava un uomo. Shimus si chiamava e faceva parte della servitù della famiglia Geneva!

"Ecco qualcuno che conta!" pensò.

Subito la ragazza disse:
«Sì, sono io. prego, entri pure.»
Richiamò l'attenzione di Vasquas:
«Vasquas, c'è un cliente!»

Mentre conduceva l'ospite in casa per farlo accomodare pensava alla famiglia Geneva. Gatz Geneva, il giovane rampollo, per quanto ne sapeva aveva appena ereditato almeno 5 milioni di corone... E le voci dicevano che fosse anche molto bello.

Lei sorrise. Poi disse:
«Prego, si accomodi. Possiamo sapere il motivo della vostra visita?»

Vasquas

«Nemmeno la colazione...»
Sussurrò amareggiato.

«Giorni interi senza lavoro, e il primo che ci contatta si presenta prima delle 8.00»

Pensò visibilmente innervosito dalla cosa.
Vasquas, finì l'ultimo sorso di thè al latte e appoggiò la tazza di ceramica -rumore di cianfrusaglie-
Si alzò in piedi; all'entrare dei due fece un mezzo inchino poi con la voce profonda, ferma e sicura che lo contraddistingueva prese la parola

«Si accomodi prego» disse indicando con la mano destra il divano in pelle marrone al centro della sala

«Questo tizio mi sembra un maggiordomo o qualcosa di simile. Nonostante tutto, forse è la volta che riusciamo a cavare qualche ragno dal buco»

Narratore

Shimus si sedette...

«Vogliate perdonarmi per l'ora, il fatto è che il signor Geneva tiene molto alla sua reputazione e...»

Sembra visibilmente in difficoltà.

«beh si, insomma... non vorrebbe che si sapesse in giro che si rivolge a...si rivolge a... a un’agenzia di investigazione...ecco...>>

Si asciuga la fronte, sudata nonostante fuori la temperatura sia sottozero. Seguì un momento di silenzio.

«Ecco... hem...attualmente il signor Geneva è piuttosto preoccupato in quanto afferma di aver più volte visto il fantasma del padre. Egli non era in buoni rapporti con l'uomo e... ecco... la tomba di famiglia è proprio nei pressi della tenuta Geneva, e il signore si è quindi convinto che occorra una...disinfestazione... ecco... egli mi riferisce che pagherà qualsiasi prezzo... hem...a proposito, quanto costerebbe...»

Vasquas

«50 000 Corone»

Affermo con sprezzo. Dico quel numero esorbitante senza batter ciglio, come se fosse normale, mentre normalmente chiediamo 500 Corone al massimo

<< Indipendentemente che il fantasma ci sia o meno >>

Non penso sarà un problema, no?

<< inoltre tutti dovranno lasciare la tenuta, tranne il signorino >>

Irene

Irene guardò Vasquas con un'occhiata che diceva "lo vuoi spennare per bene questo Gatz Geneva"...

Effettivamente 50.000 corone era un prezzo esorbitante, più di 500 corone non avevano mai chiesto e probabilmente 500 corone non le avevano mai neanche viste tutte insieme...

Tuttavia, se lei credeva di conoscere bene Conrad Vasquas doveva sapere che se il cliente era ricco probabilmente la cifra sarebbe stata molto alta.

L'uomo forse si sentiva un po'... perso... Irene non batté ciglio. Silenziosamente annuì.

Narratore

"Ci...cinquantamila? Hem... Io, beh, non pensavo che... sono indiscreto se vi chiedo come mai con questi prezzi vivete in una casa del genere? Comunque... dovrò parlarne con il signorino... passerò nuovamente domani per darvi il responso, va bene?"

Vi guarda alternativamente...

Vasquas

Conrad fece un passo avanti e si avvicino con il viso al maggiordomo

<< Perché vicino ai cimiteri i fantasmi si scambiano tutti i pettegolezzi, così siamo sempre informati >>

Prego. Lo condusse alla porta

«Arrivederci e a domani. AH, non si preoccupi per quel fatto, è normale vergognarsi di noi ma siamo molto discreti»
Sorrise con fare canzonatore

Irene

«Arrivederci!»
Disse pacatamente.

Non poté fare a meno di nascondere un sorriso. Sorriso che rivolse a Vasquas.

Gli chiese:
«50.000 corone? Perché? Lo vuoi spennare per bene?»

Vasquas

<< Hmpf, se sono ricconi possono permettersi di pagare un pò di più. E inoltre è lui che ha precisato -qualsiasi prezzo-. Siamo una piccola agenzia anomala, se a un povero gli dici 700 corone, egli convivrà piuttosto con fantasmi, poltergeist e perfino con il demonio piuttosto che pagarti >>

Si sedette nuovamente al suo tavolo e si versò altro thè.

<< ma i ricconi sono abituati ad avere quello che vogliono. E non mi pare ci sia concorrenza nel settore >>

Scoppiò a ridere di gusto, il suo sguardo gelido e affascinante si -deformò- per la vigorosa risata.

<< E poi lo sai quante cose si possono fare con 50 000 sterline? AH AH AH! Ci compriamo una casa a Londra!>>

Si fermò di botto. Non erano certo ancora sposati.

Irene

«Già, una casa a Londra... Magari con vista sul Tamigi...»
Rispose lei. La sua espressione divenne un attimo sognante. Poi si ricordò che stava correndo un po' troppo...

«Dunque aspettiamo, matto di un Vasquas!»
Disse quella frase scherzosamente sorridendo. Quindi riprese il suo caffè, ormai freddo, e se ne lamentò:
«Uffa! Ora devo riscaldarmi il caffè, e non è buono il caffè riscaldato! Oggi pomeriggio mettiamo un orario di lavoro!»

CAPITOLO II – GATZ GENEVA

Narratore

L'indomani, intorno alle 11 del mattino, proprio mentre cominciò a scendere una pioggerellina gelida e sottile che faceva dei ciottoli delle strade specchi scuri e solitari, l'uomo tornò da voi.
Vasquas aveva visto giusto. Egli vi disse che il signor Geneva aveva accettato la proposta di 50 000 corone e non solo, vi invitava cordialmente a prender parte con lui al pranzo. Una piccola carrozza con due cavalli vi aspettava fuori.

<< Non vorremmo che i nostri signori si raffreddino, la giornata non è delle più calde, oggi >>

La tenuta Geneva era qualcosa di spropositato. Quando raggiungeste i cancelli, enormi giardini si aprirono ai vostri occhi in tutte le direzioni, probabilmente vi era anche una tenuta di caccia.
Non c'era da stupirsi se Gatz possedeva anche un cimitero personale.
Scendete davanti alla porta principale e venite scortati fino alla sala principale dove vi attende un tavolo lungo almeno 10 metri e apparecchiato ai due lati e al centro.

Gatz Geneva

<<signori! Benvenuti! Io sono Gatz Geneva...>>

Batte le mani e la servitù si inchina a voi!

<< E' un onore per me avervi qui! >>

Si inchina e bacia la mano a Irene...

<< Lei è più affascinante di quello che si dice... e anche lei signor Vasquas, non tradisce ciò che si dice, si vede che lei è un impavido! Ma prego...sedetevi... spero che il cinghiale e il caviale bianco siano di vostro gradimento...>>

Irene

L'indomani un uomo si presentò da Vasquas e Irene. Con 50.000 corone. Ancora una volta lei si stupì di Vasquas.
La carrozza li aspettava fuori.

Arrivarono alla tenuta Geneva. Furono accolti da Gatz Geneva in persona insieme alla servitù. La quale s’inchinò al loro passaggio.

Irene arrossì un po' per il complimento.

Arrivarono dunque in una sala da pranzo, al centro della quale vi era un enorme tavolo. Apparecchiato con ogni ben di dio.

Irene, dopo aver sentito l'ultima frase, disse pacatamente:
«Grazie mille signor Geneva.»

Vasquas

<<il piacere è nostro, non sa quanto!>>

Si sedette a capo tavola, dalla parte opposta di Gatz Geneva e appoggiò la Miquelet vicino a se.

<<non si preoccupi, non siamo persone di alto lignaggio, per noi l'arrosto va più che bene>>

Si guardò in giro cercando di vedere qualcosa che potesse tornare utile alla loro missione.

<<immagino che la -disinfestazione- come la chiamate voi, avrà luogo questa sera stessa. In tal caso bisogna fissare subito delle regole>>

Si legò il tovagliolo al bavero, prese la forchetta e il coltello d'argento e tagliò il cinghiale, mangiandone poi un vigoroso boccone. Fu come se stesse assaporando il pranzo di natale di due mesi prima.

<<dopotutto lavorare così è proprio un'altra cosa!>>

Pensò e sorrise, scambiando una sguardo di intesa con Irene. Attese che il boccone discese oltre la glottide e disse: <<ci vuole dunque spiegare esattamente la dinamica dei fatti?>>

Preso il bicchiere di vino rosso davanti a se ne sorseggiò un pò e attese la risposta del padrone di casa.

Narratore

La stanza è in stile gotico, con quadri di artisti famosi, sedie con schienali alti e dritte come pali, con cuscini rosso scuro e pomoli di ottone. Ha forma rettangolare e vi sono quattro porte di ingresso lungo la parete dalla cui parte è seduta Irene. Il lampadario di cristallo è enorme e riflette la sua stessa luce, luminoso come uno specchio. Il soffitto è affrescato, vi sono angeli ed è rappresentata una qualche scena biblica.
Gatz ascoltò le parole di Vasquas e intimò a Shimus, con uno sgradevole gesto della mano di uscire dalla stanza insieme al resto della servitù.
Gatz prese allora a parlare.

Gatz Geneva

<< Mio padre si chiamava Piotr, e solamente nominare il suo nome mi fa correre brividi lungo la schiena. Egli era un uomo terribile, conosciuto in tutta Praga per le crudeltà perpetrate alle famiglie ebraiche. Come sapete la comunità ebraica a Praga conta quasi 5000 persone, molte delle quali si trovano in questo rione, Mala strana. Egli fece il possibile per sfollare, portare via case, distruggere la comunità intera era il suo intento. Mio padre trovava questo quartiere molto bello e lo voleva. Io non ero d'accordo con i suoi modi di fare. Ma ero a lui succube. Quando morì non presenziai nemmeno al funerale. Penso sia per questo che è tornato... per vendicarsi di un figlio irrispettoso>>

Bevve un sorso di vino e si asciugò la bocca con il tovagliolo, lo piegò scrupolosamente e lo pose di fianco a se, delicatamente, come se si potesse rompere.

Irene

Irene posò delicatamente le posate, mettendole in ordine accanto al piatto. Si pulì la bocca col tovagliolo e stette per un po'in silenzio, ad ascoltare la storia del giovane Geneva.

"La cosa sembra complicata" pensò la ragazza.

Quindi disse, garbatamente:
«Da quanto tempo ha queste apparizioni, signor Geneva?»

Si mise le mani in grembo.


Gatz

"E' da circa un mese che di sera il fantasma di mio padre si presenta davanti al mio letto. Mi sveglio di notte, apro gli occhi e lo vedo li, in piedi, nell'angolo della mia stanza, mi guarda, mi guarda dritto negli occhi. All'inizio gridavo come un bambino, ed egli spariva. La servitù non sa nulla, a parte Shimus. Ho notato che se c'è qualcuno con me il fantasma non appare. Mi prenderete per pazzo... sono convinto che il suo spirito esce dalla tomba la notte e viene da me, per farmi morire di paura... vorrei potesse morire di nuovo..."

Irene

Rimase in silenzio per un po'. Successivamente, passandosi una mano tra i capelli disse:
«Capisco. Credo che possiamo aiutarla. Vero Vasquas?»

Lo guardò, in attesa di una sua risposta.

Vasquas

Vasquas terminò di mangiare senza più aprire bocca, tanto che seguì un minuto di silenzio. Terminato l'ultimo boccone mise le posate nel piatto e lo spostò di lato. Appoggiati i gomiti sul tavolo, nascose il mento dietro le mani cinte e osservò Gatz.

<<se devo essere sincero, mi sembra che nel suo racconto manchi qualcosa. Se lei non era in buoni rapporti, non vedo perchè suo padre dovrebbe tornare dalla morte solo per farle i dispetti. Comunque. La faccio breve. Tutto lascerebbe pensare a una infestazione classica. I nostri colleghi inglesi le chiamerebbero "hauntings", dal verbo "to haunt","ossessionare".
Lo "spettro infestatore" è assolutamente vincolato ad un luogo o ad un oggetto ed è anche il più famoso ed il più classico di tutti i fantasmi.
La casa che lo ospita è detta "haunted house".
Le infestazioni possono aver carattere maligno oppure essere del tutto inoffensive e questo è, a dir il vero, il caso più frequente.
Caratteristica di questo tipo di Fantasmi è il loro comportamento: essi agiscono come se non si rendessero conto di "convivere" con esseri viventi. A volte appaiono con lineamenti sfumati, in altre occasioni si presentano con tratti somatici ben definiti: spesso vengono addirittura scambiati per persone in carne ed ossa.
Famosi sono i rinomati casi delle cosiddette "Dame bianche" e dei "Monaci".
Ma teatro delle loro apparizioni non sono solamente le case o i luoghi chiusi: sono innumerevoli le segnalazioni di "luoghi aperti" che ospitano ancora parecchi spettri di questo tipo! I campi di battaglia o i corsi d'acqua sembrano essere i più interessati al fenomeno. E' quella che noi chiamiamo "fantasmi di tipo I". Da questo momento la casa è sotto la nostra completa giurisdizione, tutti la devono lasciare, fino a domani, almeno.>>

Gatz

<<sarà anche improbabile ma... lo vedo dal suo sguardo singor Vasquas...lo vedo, capisce? LO VEDO!>>

Si alzò in piedi, visibilmente preoccupato... nel farlo fece cadere un bicchiere a terra, che si ruppe. Seguì un profondo silenzio.

<<quell'uomo è tornato per uccidermi... il suo sguardo è divenuto malefico, vuole togliermi la vita... farò tutto quello che dite purchè lo rimandiate nella tomba! Faccio sgombrare la casa immediatamente. Vogliate scusarmi.>>

<<con permesso...>>

Gatz vi diede le spalle e lasciò la stanza. La porta si chiuse dietro di lui.

Irene

Irene ebbe una sensazione. Forse stava nascondendo qualcosa e probabilmente lo stava facendo apposta. Irene lo poteva sentire. Decise esternare i suoi pensieri.

«Conrad, forse ci sta nascondendo qualcosa APPOSTA. La verità sul fantasma. Altrimenti non credo che si comporterebbe così...»

La ragazza assunse un'aria pensierosa, assorta.

Cominciò a percorrere a passi lenti e misurati la sala. Le braccia conserte.

Continuava a dire tra sé "Non capisco...".




<< Già >>

Si alzò e prese miquelet.

<< C'è un'altra cosa che non mi convince in tutta questa storia. Lui ha affermato che gli ebrei odiavano suo padre ma per quello che ne so io, suo padre era ebreo. Poco importa, avremo tempo per capire, per adesso sarebbe interessante fare una visitina al cimitero di famiglia, può darsi che li troveremo qualche indizio. >>



«Vero...»

La ragazza aveva risposto sovrappensiero. Meccanicamente mise la mano sulla Flintlock.

«Andiamo, allora, forse scopriremo qualcosa di più. Questa sensazione che ho avuto era molto strana».

Insieme a Vasquas si diresse al cimitero.

CAPITOLO III – IL CIMITERO EBRAICO

Lasciaste la casa senza che nessuno vi vide (fu solo un caso). La tenuta all'esterno era veramente grande. Non vi ci volle molto a trovare il cimitero di famiglia, il cancello che faceva da entrata era aperto...



Entraste: non si trattava di una semplice "cappella di famiglia", ma piuttosto di un vero e proprio piccolo cimitero monumentale. Presto giungeste a una diramazione, proprio li vicino si ergeva la cappella principale contenente tutte le reliquie di famiglia. Ma all'interno non vi trovaste la tomba del padre...



Essa si trovava invece all'esterno, non lontano dalla cappella e vicino ai cancelli che circondavano la tenuta...




PIOTR GENEVA

1790 - 1848

Attendici nella dimora celeste, e prega per noi.
Riposa in pace.

La cosa incredibile è che dall'esterno dei cancelli era possibile vedere il famoso e sterminato cimitero ebraico di Praga. Non vi aspettavate che si trovasse proprio li di fianco.



Il Vecchio Cimitero Ebraico (in ceco Starý Židovský Hřbitov), fondato nel 1478, è uno dei monumenti storici più significativi dell'antico quartiere ebraico e una delle "dieci attrazioni più interessanti del mondo", come affermano in molti.
È stato a partire dal XV secolo, l'unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti. Le dimensioni attuali sono all'incirca quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe, perché il cimitero non poteva espandersi fuori dal perimetro esistente. In alcuni punti si sono sovrapposti fino a 9 strati di diverse sepolture; le lapidi venivano “staccate” dal suolo, veniva ammonticchiata della terra per una nuova sepoltura, veniva rimessa la vecchia lapide e in più quella nuova a fianco.
La densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l'una quasi contro l'altra, il silenzio del luogo e la scarsa illuminazione (le lapidi sono quasi tutte all'ombra, oscurati dalle fronde degli alti sambuchi che crescono nel cimitero) creano un'effetto unico con un'aura spettrale.
La distesa di lapidiNon di tutti rimane una lapide.
Le tombe consistono di una lapide di arenaria o di marmo (quelle più importanti) piantata nella terra. E basta. Nessun ritratto, perché la religione ebraica lo vieta. Solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto. Oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei, la più antica è quella di Avigdor Kara del 1439, l'ultima è quella di Moses Beck del 1787. La tomba più visitata è quella di Rabbi Löw dove i visitatori si fermano a pregare e lasciano i tradizionali sassi e biglietti sulla lapide.



Il gelido sguardo, gli eccentrici vestiti neri che lo coprivano dal freddo, tutto in lui era diverso, distaccato. I suoi occhi grigi scrutavano le mura del cimitero, le lapidi, le tombe, i fiori. Non credeva nella morte come fine di tutto, ma nemmeno credeva in qualche dio di qualche religione.

<< Non possiamo sapere che cosa ci aspetta dopo la morte. Inutile starci a pensare troppo, tanto prima o poi toccherà anche a noi. Per quello che mi riguarda sono proprio curioso, ma non ho fretta, sia chiaro >>

Quel cimitero evidentemente era il luogo di riposo per moltissimi esponenti della famiglia Geneva, e forse anche per le famiglie in qualche modo imparentate con i Geneva, altrimenti non si spiegava quel numero così elevato di lapidi.

<< Un piccolo mausoleo, più che un cimitero >>

Conrad non riusciva a capire per quel motivo il padre non fosse stato seppellito con gli altri esponenti dei Geneva, nella cappella principale li vicino.

<< Forse Gatz, non sopportando suo padre, lo ha fatto seppellire lontano dalla famiglia. Lo ha misconosciuto. Ed effettivamente, messa così, potrebbe rappresentare un valido motivo di rancore. Forse l'anima del padre è rimasta sulla terra per questo. Non sono convinto che si tratti di una infestazione, piuttosto mi sembra un fantasma di categoria II, uno spirito insomma>>

Conrad si mise in ginocchio vicino alla tomba cercando qualsivoglia indizio; nella bruma che bassa lo avvolgeva, con le mani spostava l'erba e raccoglieva terricio indurito dal freddo che piano piano si sfaldava nelle sue mani.

<< Inoltre vorrei capire qualcosa di più del cimitero ebraico qua di fronte. Mentre io cerco -qualcosa-, tu Irene, potresti andare a parlare con il custode del cimitero ebraico? Voglio vedere se sa qualcosa di questo Piotr Geneva >>



Lo sterminato cimitero le stava davanti. Non credeva di aver mai visto nulla di così... come dire... così grande? Il piccolo cimitero dei Geneva e poi il cimitero ebraico...

Guardò prima il cielo, grigio come non mai, poi per terra.

Intanto si erano avvicinati alla tomba di Piotr Geneva. Sola, lontana rispetto al resto della famiglia.

Quindi ascoltò Vaquas e pensò che da lui aveva ancora molte cose da imparare.

Alla sua richiesta rispose:
«Va bene Conrad. Vado. Poi torno a riferirti.»

Quindi, allontanandosi da Vasquas, che esaminava tomba e terreno, andò a cercare il custode del cimitero ebraico.

Lo trovò infine. Pacatamente lo richiamò.

CAPITOLO IV – IL RABBINO

Uscita dal cimitero e dalla tenuta Geneva, entrasti nell'ancor più spettrale cimitero ebraico.
Un ammasso di tombe malcurate e antichissime, dall'aspetto spettrale. Il vento alzava le fronde degli alberi rinsecchiti, e l'erba in molti punti non cresceva più. Poiché era proibito ricevere denaro per insegnare o per decidere sui problemi della comunitùà i rabbini nel passato non erano pagati per le loro attività e dovevano mantenersi autonomamente.
L'uomo che aveva preso in cura questo piccolo "museo" era appunto un rabbino. Lo trovasti vicino a una tomba, a staccare con vigoria le erbacce scure che crescevano li vicino, il volto nascosto dal cappuccio, le lunghe basette grigie e nere, lo sguardo perso, antico e severo...





Era nel cimitero ebraico, un cimitero spettrale, cupo. La sensazione che le diede una sensazione di gelo.

Ma non doveva lasciarsi prendere dal panico.

Vagò tra le tombe, camminando su ghiaia ed erba rinsecchita, guardandosi intorno. Chissà se avrebbe trovato il custode?

Finalmente lo trovò. Stava staccando dal terreno alcune erbacce. Si avvicinò.

«Buongiorno. Sono Irene Morton, lei è il custode di questo cimitero?»



<< Si... posso esserle... utile? >>

Non sembrò molto interessato alla tua presenza, prense un rastrello e continuò a lavorare.



«Sì, vorrei sapere qualcosa sul cimitero ebraico e in particolare su Piotr Geneva. Potrebbe dirmi qualcosa?»

Il tono di voce della ragazza era freddo, ma non del tutto distaccato.

Incrociò le braccia, attendendo, immobile, una risposta.



Il rabbino si ferma un istante, poi riprende a lavorare.

<< Il signor Piotr era un uomo eccezionale. E' stato lui a chiedermi di occuparmi del cimitero, due anni fa; prima di morire. Se ne occupava personalmente nel tempo libero. Era un gran lavoratore, e nonostante fosse ricco non se ne vantava e ha aiutato molto la nostra comunità. Ma ora le cose sono cambiate... >>

Si avverte uno sparo proveniente dalla tenuta. Il rabbino si ferma di colpo e osserva oltre i cancelli, verso la cappella.



Stava per chiedere "Che cosa è cambiato?" quando sentì uno sparo, proveniente dalla cappella.

«Io e lei riprenderemo la chiacchierata più tardi...»

Il suo tono era preoccupato, forse un po' angosciato.

Di corsa uscì dal cimitero ebraico e si diresse verso la cappella.

CAPITOLO V – UN INCONTRO INATTESO

Mentre Vasquas cerca con le mani nel terriccio qualcosa si appiccica alle mani.
E' una sostanza viscida, morbida e solida, fluida ma vaporosa, fredda ma asciutta al tatto. E' di colore biancastro con sfmature verdastre e fosforescente. Emette un forte odore di ozono.
Non ti richiedo alcuna prova di conoscenza del paranormale: Si tratta di ectoplasma.
La parola ectoplasma indicherebbe una sostanza di natura sconosciuta, che uscirebbe dal corpo di alcuni medium in stato di trance e che spesso si materializzerebbe in figure visibili. Rappresenterebbe quindi la forma corporea fluida nella quale talvolta si materializzano gli spiriti o le entità spirituali.
Sarebbe inoltre sensibile a fonti di luce intensa, dalle quali si ritrarrebbe...



Conrad osservò il filamento fra il dito indice e medio. Ne sentì l'odore e pensò un istante.

<< Ectoplasma? E io che cominciavo a pensare che non ci fosse alcun tipo di fantasma. Un fantasma che esce dalla tomba. Che situazione paradossale >>

Preso un fazzoletto misse il fluido al suo intereno e richiuse con attenzione. Poi si rialzò in piedi.

<<forse mi sono preoccupato inutilmente. Probabilmente il singorino stà dicendo la verità. Va bene, vediamo di eliminare questo presunto fantasma assassino. Ah ah ah! Visto che devo aspettare Irene, forse è meglio fare un giro qui intorno, rimanendo nei paraggi >>

Si diresse nuovamente verso la cappella.

La cappella è pittosto grande e ci sono dei lumini accesi, segno che qualcuno la controlla molto spesso. E' disposta a semicerchio e le tombe più in alto, datate anche 1650, si trovano all'altezza del soffitto intarsiato d'oro, a quasi 4 metri da terra...

Sei entrato da poco quando senti dei passi avvicinarsi...



Conrad si voltò verso l'uscita.

<< Chi va la? Sei tu Irene? >>


Un ragazzo entrò nella cappella con in mano dei fiori, la luce che proveniva dall'esterno metteva la sua figura in ombra.

<<e' la prima volta che incontro un estraneo nella cappella di famiglia>>

Sorrise.

<<posso sapere chi è lei?>>
Ha uno stocco in un fodero legato in vita.



Conrad lo osservò attentamente.

<<il mio nome è Conrad Vasquas e sto solo facendo il mio lavoro, ma non si preoccupi. La lascio immediatamente in compagnia dei suoi cari, qui ho finito.>>




<< Ah, così lei sarebbe lo studioso di paranormale? Non la immaginavo così prestante; mi immaginavo un vecchio storpio. Detto questo le do un consiglio: sparisca immediatamente dalla nostra tenuta. Nessuno ha bisogno dei vostri servizi, qualsiasi cosa voi facciate. Non so cosa vi ha detto mio fratello... avete fatto male a fidarvi di lui. Soffre di allucinazioni, strano che nessuno ve lo abbia detto. E' malato. Gli serve un dottore non un...un... >>

Ti guardò con disprezzo.



Lo "scricchiolio" dei guanti di pelle fece intendere che i muscoli di Conrad si erano contratti, e poi rilassati.

<< Mi è stato affidato un lavoro, e lo porterò a termine. Prendo ordini solo da Gatz Geneva. E lei non mi sembra Gatz Geneva. Ah, prima che glielo dica il signorino, glielo dico io >>

Si avvicinò lentamente.

<< Deve lasciare la tenuta immediatamente >>




<< Lei dice a me di andarmene? Forse non mi sono spiegato bene. Il mio nome è Maximilian Geneva, fratello maggiore di Gatz, e quanto lui ho potere decisionale qui, signor Vasquas. Quindi se non volete che chiami la polizia, le consiglio di lasciare immediatamente la tenuta >>



Sorrise.

<< Se le cose stanno così, allora sono 50.000 Corone. Come preferisce pagare, signor Geneva?>>



Scoppiò in una sonora risata.

<< Ma lei è pazzo! E per che cosa? Lei non ha fatto nulla qui! Sparisca da casa mia immediatamente o mi vedrò costretto a usare la forza per legittima difesa >>

Estrasse lo stocco.



Il suo sguardò non mutò, e rimase freddo, ma dentro si sentiva bruciare.

<<lei si sta forse rifiutando di pagarmi? >>

(Interpreto la mia debolezza: l'avarizia)

<< Nel contratto suo fratello ha accettato di pagarmi in qualsiasi caso. Quindi io lascerò questa casa solo con in mano 50.000 Corone. Inoltre:>>

Estrae la Miquelet.

<<lei mi stà puntando addosso un'arma. Di legittima difesa, posso parlare anche io >>

[Maximilian è più veloce attacca per primo. prima ti eri avvicinato, siete a 2 metri e lo stocco a frusta di Maximilian può colpirti in affondo. Mira alla figura.]



<< Se le cose stanno così...Le mostro cosa mi ha insegnato l'esercito!>>



<<mi HAI STUFATO BEL DAMERINO!>>

Il boato fu assordante. Polvere uscì dal becco della Flintlock, e il proiettile colpito il terreno, staccò un pezzo di mattonella. Rimase oslo un buco fumante nel terreno. Maximilian indietreggiò.



<< COSA? >>

Cominciò ad ansimare.

<< Ma quella sciabola ha innestata una pistola? E' una SwordPistol... Non me ne ero accorto nella velocità dell'azione >>

Cominciò a calmarsi.

<< Lei non la passerà liscia. Glielo assicuro >>

Lanciò i fiori a terra.

<< NON LA PASSERA' LISCIA! >>

Lasciò la cappella a passo spedito.



Irene irruppe nella cappella, preoccupata. Vide che un uomo se ne andava via a passo spedito. Vasquas con la sua arma in mano e gli si avvicinò.

L'espressione di Irene rifletteva preoccupazione. In tono ansioso disse a Vasquas:
«Conrad, tutto a posto? Chi era quell'uomo? Ho... Ho sentito degli spari e...»

E non riuscì a continuare. Era senza fiato.



<< Non c'è nulla di cui devi preoccuparti, Irene >>

Prese un proiettile dalla tasca e ricaricò la sua flintlock ad avancarica.

<< a quanto pare Gatz ha un fratello. Non lo sapevo. Torniamo in casa, ho qualcosa da dire al signorino Gatz, e poi cominciamo a prepararci per la disinfestazione. A proposito hai scoperto qualcosa? >>



«Beh, in un certo senso sì...»

Esitò un attimo, poi riprese:
«Ho interrogato il custode del cimitero ebraico, un rabbino, a quanto pare molto poco loquace. Mi ha detto che Piotr Geneva gli aveva chiesto due anni fa di lavorare nel cimitero. Mi ha anche detto che era un gran lavoratore, generoso, perchè ha aiutato molto la comunità ebraica e si occupava lui stesso del cimitero ebraico, quando aveva del tempo libero. Non si era mai vantato della sua ricchezza. In pratica un santo... Poi una sua frase mi ha lasciata perplessa: ha detto "Ma ora tutto è cambiato...". Dopo quella frase ho sentito gli spari e sono venuta qui. Non capisco, Gatz dice che suo padre era spietato, mentre il rabbino lo santifica... Cosa vorrà dire?»



<< Significa che si stanno prendendo gioco di noi, e che hanno qualcosa di veramente importante da nascondere. Mi chiedo, e se fosse Gatz a dar contro la comunità ebraica, e non viceversa il padre? Ecco cosa sarebbe cambiato. Gatz ci potrebbe aver posto le cose ribaltandole. Azzardo una ipotesi: forse qualche rabbino ha contattato un medium per risvegliare lo spirito del padre e aizzarlo contro il figlio. Questo spiegherebbe... >>

mostrò quindi il fazzoletto contente l'ectoplasma trovato sulla tomba.

<< Forse la comunità ebraica non è in buoni rapporti con Gatz e voleva punirlo. Resta però da capire una cosa fondamentale: perchè Gatz ci ha mentito? Non voleva farci sapere che la comunità ebraica lo odia? Perchè? Che interessi ha? >>

Guardò il cielo.

<< Andiamo. >>



Vide il fazzoletto con l'ectoplasma.
"Strano... Perché tutto questo? Potrebbe essere tutta una nessa in scena con fantasma realmente evocato..." pensò.

Era perplessa. Sempre rimuginando i suoi pensieri seguì Vasquas.

CAPITOLO VI – IL FANTASMA
All'entrata della tenuta, Gatz stava parlando animatamente con Maximilian. La servitù, incerdula stava lasciando la tenuta, uscendo dal cancello principale. C'erano almeno venti persone fra servi, giardinieri, cuochi, custodi. In lontananza riuscivate a vedere chiaramente i due litigare animatamente, non vi avevano ancora visto.



<<...quale sarebbe il problema? Pensi che io sia un pazzo visionario, non è forse vero? >>



<< Fino a prova contraria questa casa è anche mia! Non puoi agire senza prima interpellarmi. Entrambi abbiamo una reputazione da difendere; ma non ti preoccupare, ho già mandato Shimus a chiamare chi di dovere! Quell'uomo...Vasquas, te l'ho già detto che mi ha sparato addoso? >>



<< Almeno dieci volte, e comunque lo hai aggredito tu, sono stato io ad accettare il pagamento di 50.000 sterline! >>



<< Sei un idiota! L'ho sempre sostenuto. Fa quello che ti pare, ma quel ciarlatano finirà in galera, parola mia! >>



<< E io farò in modo che esca, tu non farai nulla perchè io devo risolvere il mio problema, hai capito? Hai capito?>>



<< Pazzo. >>


Irene e Vasquas stavano andando via dal cimitero, quando videro una folla di servi scappare impauriti.

"Bene, ora cosa succede?" pensò Irene.

Facendosi largo tra quella moltitudine riuscì finalmente ad arrivare in una posizione ottimale per vedere la situazione.

Un Gatz Geneva fuori dai fogli stava litigando con l'uomo che aveva intravisto mentre entrava nella cappella, il quale era altrettanto fuori dalle grazie di Dio.

Tossicchiò lievemente. I 2 uomini si girarono a guardarla.
«Abbiamo interrotto qualcosa, gentili signori?» chiese garbatamente lei.


<<signorino Gatz, è ora di prepararsi per la disinfestazione >>

Osservò Maximilian

<<prima però, vorrebbe gentilmente chiedere al signore qui presente di lasciare la tenuta? Non mi è possibile lavorare altrimenti. Abbiamo una reputazione da difendere; è la nostra reputazione che ci permette di lavorare, gli pseudo-ciarlatani come noi non posso permettersi di sbagliare nulla. Se devo eseguire la disinfestazione, questa deve riuscire nel migliore dei modi, altrimenti pagateci e lasceremo la casa. Spero di essere stato chiaro.>>


<<maximilian?>>

Affermò, in attesa che il fratello lasciasse la tenuta.



<<...se le cose si metteranno male, sarai tu a pagare>>

Si voltò, facendo ondeggiare il giaco, e si allontanò a passo spedito.



<<vogliate scusare mio fratello... hem...se volete seguirmi, torniamo pure in casa. Quando non vi ho più visto, pensavo ve ne foste andati. Ho chiesto ai miei cuochi di preparare qualcosa per questa sera, spero che cenerete con me, prima di fare qualsiasi cosa... >>


Lo seguimmo senza proferir parola alcuna.

In cuor suo Conrad era deciso a eliminare qualsiasi minaccia paranormale si fosse presentata, ma sebbene non fosse suo compito, avrebbe voluto sapere la verità, fino in fondo.

Naturalmente ho dato per scontato che vi siate portati dietro tutto il materiale per la disinfestazione.

Questo si basa su una miscela di magnesio ed ectoplasma, in una capsula di vetro



Sostanzialmente è stato scoperto che davanti a un forte fonte luminosa, l'ectoplasma, durante una seduta spiritica, tende a rientrare nel corpo del medium. E' per questo che i fantasmi sono visibili più facilmente di notte . Il fosforo quando esplode crea una luce tanto intensa da riuscire a eliminare qualsiasi entità . Tuttavia questo è possibile solo se l'entità è "registrata" nell'etere, ma se si tratta di uno spirito che può agire in maniera sottile e intelligente,allora occorre che la luce agisca sul piano dell'esistenza dello spirito e non nel nostro. Per questo, il magnesio viene fatto legare all'ectoplasma tramite una reazione chimica particolare. Il risultato è una miscela altamente instabile che vibra fra il nostro e l'altro piano dell'esistenza. Il fantasma viene così danneggiato nel suo stesso piano e la sua forma viene completamente eliminata. Cosa accada al suo IO, non è risaputo.


Dopo cena, Gatz vi portò a visitare la sua stanza da letto, e vi indicò l'angolo in cui vedeva apparire spesso il fantasma........



Erano nella stanza di Gatz Geneva. Avrebbero scoperto tutto. A qualunque costo.

Irene osservò bene l'angolo dove il fantasma appariva. Si chinò bene, cercando forse qualche indizio. Avrebbe fatto risparmiare la fatica a Vasquas.

Ti avvicini per vedere bene...

















Ti avvicini sempre di più, ma tutto sembra normale...



















Poi, mentre Conrad parla con Gatz...















Ti sembra di notare una speccie di polvere sottile.
















Una specie di nebbia. Ti iginocchi e ti avvicini...




























Poi svanisce

Gridi e cadi seduta, più lontano.



«AAAAAAAAHHH!»
Irene gridò, cadendo seduta poco lontano. Gatz Geneva e Conrad si girarono in fretta

Cercava di calmarsi, ma lo spavento le aveva impedito di connettere qualcosa...

Si tratta solo un attimo, poi la paura e il batticuore rallentano. Qualunque cosa fosse ora è sparita...




<<signorina...>

Afferma preoccupato il padrone di casa...

<< va tutto bene? Si è fatta male? Ha visto qualcosa?>>



Tutto le era sembrato un attimo. Eppure qualcosa aveva visto.

Vedendo seriamente preoccupato il padrone di casa, esitò un attimo a dire quello che aveva visto. Anche perchè lo shock le dava ancora un brivido e le sue mani tremavano impercettibilmente.

Poi si decise. Il suo tono di voce era calmo e misurato:
«In effetti C'ERA qualcosa in quell'angolo... Per un attimo mi è sembrato di vedere un fantasma orribile, e di sentire un suono cavernoso provenire da quella visione...»

Poi vedendo che il padrone di casa stava avendo un moto forse di paura si affrettò ad aggiungere, con un radioso sorriso:
«Probabilmente mi sarò lasciata impressionare, non si preoccupi!»

Vasquas la guardava pensieroso.



Conrad posò una mano sulla spalla di Irene. Quando questa lo osservo, egli annuì con la testa.

<<tutta questa situazione può mettere paura anche ai professionisti come noi, non è vero, Irene? >>

Prese allora in mano la -capsula-.

<< Signorino Gatz, lei ora andrà a dormire, noi l'aspetteremo di sotto. Ecco come faremo. Quando lei vedrà apparire l'entità, sempre che ciò accada, farà uno sforzo e invece di gridare colpirà con forza, ma non troppa, il pavimento. Può usare un manico di scopa, o far cadere qualcosa di pesante, ciò che ha sul comodino andrà benissimo. Noi accorremo allora al piano di sopra e lanceremo la capsula. Questa emetterà una luce fortissima. Si chiuda gli occhi con le mani mi raccomando. Mantenga la calma, capito? Mantenga la calma, non le può capitare nulla, mi raccomando >>


<<i...io non pensavo che...ah...va bene, faremo così. Vi chiedo solo un favore! Qualunque cosa accada, se possibile non scendete nei sotterranei...ecco... vi custodiamo alcune collezioni di famiglia, se si rompessero mio fratello mi ucciderebbe...>>



«Va bene, signorino, non scenderemo nel sotterraneo; nel caso ne avessimo bisogno la avvertiremo.»

CAPITOLO VII – IL GOLEM

Tic, tac, tic, tac

Quel vecchio orologio meccanico avrebbe messo il nervoso anche a un prete di periferia. Al piano di sotto, nella stanza principale, aspettavate un qualche sgenale dalle stanze di sopra. La casa era grande e di notte era anche piuttosto spettrale. Una lampada ad olio e delle candele illuminavano la stanza. Non c'erano spifferi ma la luce ondeggiava piano piano inseguita dal buio, in una danza impercettibile e soporifera. l'una, le due, le tre di notte. Nulla. Silenzio assoluto dai piani superiori...

Tic, tac, tic, tac



Stava immobile, ogni muscolo teso. Il minimo tocco estraneo a quello che stava impazientemente aspettando.

Poi c'era quel maledettissimo orologio.

"Ma come fa l'amico Fritz a dormire con questo stramaledetto orologio che ticchetta a 10.000 decibel?" pensò.

Mentalmente imprecò, ripromettendosi di spaccarlo se l'avsse avuto tra i piedi una seconda volta.

Nessun rumore. Nulla... Non ANCORA nulla.



<<forza...>>

Disse pulendo la canna della sua flintlock

<<mi sa che il signorino li, si stà facendo una bella dormita, alla faccia nostra...>>

<<fu!>>

Sofio all'interno della canna e della polvere uscì, aleggiando nell'aria.

<<a proposito, che cosa hai visto, Irene?>>
Appena Vasquas proferì l'ultima parola un grido straziante si fece strada nell'aere, fino ai vostri timpani. Forti boati fecero vibrare la casa, e l'orologio a muro cadde, fermandosi alle 3.06 del mattino.
I violenti colpi però...inaspettatamente...

PROVENIVANO DAI SOTTERRANEI!

Un'altro grido straziante, e netto. Una botta tremenda, e il rumore come di uova rotte... Prima che poteste fare qualsiasi cosa, dalla stanza di sopra sbucò Gatz, con gli occhi sbarrati e spaventati... ma non si curava di dare le spalle alla sua stanza infestata, bensì guardava in basso, verso la porta nera che dava ai sotterranei...



<<sia MALEDETTO FAUST: C'E' QUALCUNO LA SOTTO! VIENI IRENE! >>

Corse verso la porta nera e fece per aprirla.

La vecchia porta è chiusa ma nell'impeto la apri. Delle scale conducono al piano di sotto. Senti delle grida, e delle richieste di aiuto: La voce è maschile.



Senza pensarci due volte scese le scale, più velocemente che poteva

<<irene! IO VADO! >>

Gridò un'ultima volta, non del tutto sicuro che la ragazza lo stesse seguendo.

<<voglio vederci a fondo in questa storia!>>

Pensò ansimante e con la lucente sciabola in mano

<<maledetto Gatz, se mi hai raccontato una balla...>>

Si aprì dunque ai tuoi occhi uno spettaccolo inquietante: una enorme stanza! Scritte e disegni sacri e mistici incisi sui muri, e le candele... ma non avevi tempo...
Un essere enorme, con proporzioni e fattezze umane, occhi fimeggianti un'anima verdastra, il corpo di roccia e argilla...

UN GOLEM?



Il braccio puntato in alto, pronto a colpire un terrorizzato Maximilian, a terra, tremante e lordo di sangue...



[non ho tempo per mirare o il golem gli staccherà la testa. Punto la miquelet e sparo.
<<aspetta UN ATTIMO! CI SONO PRIMA DELLE COSE CHE DEVO CAPIRE>>

Il Golem si fermò, di colpo, forse più per il boato del colpo che per il danno e ti osservò.



<< ashfta ravala isiaver >>

disse osservandoti e girando il suo corpo alto 3 metri verso di te. I suoi occhi di vetro, da cui si poteva vedere la sua anima verdastra ti osservavano insicuri...


non fa nulla, sembra indeciso]

I volti del Golem. Dall’XI secolo, in Germania, Polonia, e nell’attuale Boemia, si diffuse la leggenda secondo la quale alcuni Rabbini particolarmente esperti nelle difficili arti della QABBALAH sarebbero stati in grado di fabbricare Golem: le rozze statue di fango sarebbero state animate tracciando sulla loro fronte i caratteri alif, mem e thaw, cabalisticamente analoghi a quelli che compongono il nome "Adamo". I Golem avrebbero svolto umili mansioni di servitori (o di servitrici, come il peraltro unico Golem femminile creato nel 1058 da Salomon ibn Gabirol) fino a quando non diventavano troppo grossi, e, di conseguenza, ingovernabili: una peculiarità di alcuni di essi era infatti quella di crescere a dismisura giorno dopo giorno. In tal caso il Rabbino doveva indurre con un trucco il Golem a inginocchiarsi, per potergli cancellare la alif dalla fronte: le lettere restanti, infatti, si leggono meth, "Morte", e una volta che esse rimanevano sole, il Golem si abbatteva rovinosamente al suolo, travolgendo a volte il suo stesso creatore. Un famoso romanzo di Gustav Meyrink, Der Golem (1915), e, soprattutto, il film omonimo di Paul Wegener (1920) descrivono il Golem come una sorta di mostro. In realtà i Golem sono di molteplici “razze”; possono avere un aspetto umano, possedere intuito, intelligenza e compassione (come quello del racconto Il Golem di Elie Wiesel), e alcuni possono essere simili in tutto e per tutto a uomini morti o viventi. Questi ultimi - spesso in grado di mutare il loro aspetto a piacimento - vengono fabbricati quando occorre possedere il perfetto duplicato di una persona.

Il Golem di Praga. Secondo la leggenda, il 20 Adar del 5340 dell'Era Ebraica (Marzo 1580 dell'era cristiana), Jehuda Liva Ben Becalem, più noto come “il Marahal” o Morenu Ha-Ray Loew (“Maestro Loew”) si incontrò nella Sinagoga Vecchio Nuova, nella Città Ebraica di Praga, con i suoi due più fedeli discepoli. Ognuno degli intervenuti rappresentava un elemento: il Marahal era il simbolo dell’aria; suo cognato, il Rabbino Yitzchak Hacohen, rappresentava il fuoco; il Rabbino Sosson rappresentava l’acqua. Il quarto elemento, la terra, era già pronto sull’impiantito della Sinagoga. Il rito ebbe così inizio: il Marahal cominciò a plasmare il mucchio di fango, e i suoi assistenti lo aiutarono a dargli un aspetto umano. Quando la figura fu completa, il Rabbino Loew cominciò a recitare il primo capitolo della Genesi, insieme ad alcuni brani del Talmud; poi accese una torcia, la porse al Rabbino Sasson, e, con un bastone, tracciò un cerchio sul pavimento. Quindi il Marahal diede ai suoi discepoli precise istruzioni: Yitzchak avrebbe dovuto camminare intorno al cerchio per sette volte, pronunciando i nomi cabalistici della divinità; poi sarebbe stata la volta di Sasson, quindi quella dello stesso Loew. Quando il rito fu compiuto, la torcia si spense. “Respira” - disse il Marahal, e la creatura respirò. “Apri gli occhi”, e l’uomo d’argilla aprì gli occhi. “Il tuo nome sarà Yossel” - continuò il Marahal - “e la tua missione sulla Terra sarà quella di proteggere il popolo di Israele dai suoi nemici. Nessuno sarà più forte di te, vincerai il fuoco e la morte, sarai indistruttibile e immortale”.
Yossel, il Golem del Rabbino Loew (1520-1609) è indubbiamente il rappresentante più famoso della sua specie; la sua storia è stata raccontata in Niflahot Marahal (“Le meraviglie del Marahal”, 1909), in Der Prager Golem (“Il Golem di Praga”, di Chaim Bloch, e nelle già citatie opere di Meyrink e Wiesel. Era stato creato con una precisa missione: difendere la comunità ebraica di Praga, accusata (falsamente) di aver sacrificato un bambino, in modo di giustificare un progrom da parte di Rodolfo II. Il Golem eseguì fedelmente ciò che gli era stata ordinato, e, dieci anni dopo, il trentatreesimo giorno dell’Omer del 5350 (1590), tornò in polvere. Fu lo stesso Marahal a eseguire, malinconicamente, il rito finale: “Hai compiuto il tuo destino. Che il tuo sonno sia dolce, Yossel, nessuno ti disturberà”.



Era rimasta indietro, ma stava raggiungendo Vasquas. Quando arrivò, dopo aver sentito uno sparo, subito prese in mano la sua Flintlock.

(ready, in qualsiasi caso)

Un golem vi era nei sotterranei.

"Diavolo!" pensò. "Gatz ci sta prendendo in giro. Quando abbiamo finito qui lo vado ad interrogare e se non mi dà delle risposte esaurienti lo lascio a convivere col fantasma di suo padre" aggiunse sempre pensando.

Decise di rimandare la risposta alla domanda di Conrad a quando avessero finito col golem.

Lentamente cominciò ad avvicinarsi a quello che aveva scoperto essere il fratello di Gatz. Pronta a fermarsi e a pietrificarsi se il golem si fosee girato

Il Golem sembrava puttosto infastidito dalla vostra presenza. Così si decise: cominciò a correre verso di Conrad, la terra tremava ad ogni suo passo: cercava di travolgerti in corsa (slam).



<< Ghelilàààà >>

Affermava correndo...



Correva proprio verso Conrad! Provò una lieve fitta, poi disse:
«ADESSO TI MANDO ALL'INFERNO!»
Così si preparò a sparare. Mirò dritta al cuore del Golem.

«CONRAD ATTENTO!»fece in tempo a dirgli.



Schiva il gigante indietreggiando e con un rapido movimento del corpo, il mantello svolazzò come se fosse il rosso fazzoletto di un torero.

<< Maled...>>

[Ora dovrebbe essere il mio turno]

<< IRENE DOBBIAMO CANCELLARGLI QUELLA LETTERA CHE HA SULLA TESTA! QUELLA AL CENTRO ! IO CERCO DI FARLO CADERE>>

Afferrata la sciabola lancia un violentissimo fendente mirando alla gamba destra.

<< CADIIII! >>



<<irene IO LO BUTTO GIU', TU IN QUALCHE MODO CANCELLA LA LETTERA CHE HA INCISA SULLA FRONTE! >>

Conrad era conscio che avrebbe rischiato la vita nel tentativo, ma non poteva tirarsi indietro: aveva fatto voto di eliminare qualsiasi entità maligna, anche se forse, quella, non lo era affatto.


Irene aveva sbagliato qualche calcolo, ma fortunatamente non era successo nulla a Vasquas.

Immediatamente tirò fuori un fazzoletto, cercò in qualche modo di bloccare il Golem... Prese la Flint lock per la canna. Avrebbe usato l'impugnatura per cercare di stordirlo e, di conseguenza, cancellare la lettera.



<<devi... CADEREEEEEEEEEEEEEEEEEEE >>

Gridò con i gelidi occhi per la prima volta in fiamme!

Traballa............ MA NON CADE!!!

Il golem si volta allora e smbra voler agire. Irene ha in mano la pistola, pronta a colpire ma NON CADE!
In quel momento un boato tremendo irrompe nella stanza!




IL COLONNELLO MIROSLAV?

Un colpo di Rifle Musquet colpisce esattamente la gamba del golem! CHE CROLLA A TERRA con un terribile boato!!!!!!!!!!!



«Il colonnello Miroslav cosa ci fa qui?» disse tra i denti Irene.
"Anche il rompiscatole doveva venire" pensò irata lei.

«MALEDETTISSIMO GOLEM, MA COSA TI CI VUOLE A DARCI LA SODDISFAZIONE DI SPARIRE?!»

Appena colpisci la lettara incisa sulla fronte del costrutto ecco elevasi in cielo una energia fortissima, voci mistiche citano frasi incomprensibili, forse tratte dalla Cabala... Una specie di fulmine globulare verdastro, simile anche a un fuoco fatuo ruggisce in cielo per poi sparire, come trasportato da venti impetuosi.
Gli occhi del golem si spengono lentamente, e ritorna ad essere solo roccia.



<<hanf...è finita...ah..ah...>>

Si lasciò cadere indietro stendendosi sul terreno insanguinato.






<<ci sono molte cose che ci dovete spiegare... >>

Entrarono allora nella stanza altri soldati, alle dirette dipendenze di Miroslav, ed entrò anche Gatz, con gli occhi fuori dalle orbite.





<<oh...oh mio mio...dio..>>


Accorse allora dal fratello.



<<oh signor Miroslav>>

Disse sedendosi a terra a braccia incrociate e annuendo con una faccia instupidita, come se volesse rompere la tensione.

<<già ci dovete spiegare molte cose. Ah ah ah! Hem... a parte la storia del fantasma... hm... questo deve venire come minimo 150.000 corone! Eh eh eh!!! >>



«Oh... Salve signor Miroslav... Come va? Non credevo che anche lei volesse partecipare a questa amena gitarella...» disse Irene con un sorriso radioso.

Poi tra sè pensò:
"Ma non ha nulla di meglio da fare questo qui?"

Guardò un secondo Vasquas. Era più o meno nella sua stessa situazione.

CAPITOLO VIII – EPILOGO

Dopo essere stati tutti interrogati da Miroslav, scopriste che Maximilian e Gatz avevano costretto alcuni rabbini della vicina comunità ebraica a eseguire un rito per la creazione di un golem. Volevano asservirsi di tale costrutto e usarlo come servo. Al rifiuto dei rabbini essi li ricattarono: avrebbero cancellato il loro cimitero dalla faccia della terra, facendo uso dei loro soldi e della loro influenza politica. Per gli ebrei i corpi sono sacri, ed essi accettarono. Ma sapevano che il golem, creato per difendere la comunità ebraica, si sarebbe rivoltato contro i loro padroni. Anche il fantasma del padre dei Geneva fu richiamato da un medium, uno dei fratelli rabbini, colui con cui Irene aveva parlato. Il padre aveva aiutato molto la comunità quando era in vita, lui stesso era ebreo, così come Gatz e Maximilian... ed è per questo che il fantasma si era rivoltato contro Gatz, il figlio più sensibile, colui che forse avrebbe capito il proprio errore.
Miroslav era giunto alla tenuta Geneva alcune ore prima, ma su richiesta di Gatz, Maximilian aveva ritirato la denuncia nei confronti di Conrad. Tuttavia, provando astio per Vasquas, Miroslav era rimasto con i suoi soldati a perlustrare la zona, e sentendo delle grida è irrotto nella tenuta, finendo per salvare Vasquas.
A seguito di tutto questo, avete ricevuto, come da contratto le 50.000 corone, il fantasma sparì nel nulla. Senza bisogno del vostro aiuto.

E POI....

Una bella giornata può capitare anche a Praga no? E quando capita, i parchi posso ricordare i campi elisi, in Francia.
Quella domenica, al parco...



Quella domenica, al parco si stava proprio bene. Era bello poter respirare un po' dopo un'avventura così...

Irene era placidamente seduta su una panchina, ad occhi chiusi. Stava ripensando a quello che era successo nei giorni precedenti.

"Certo che di gente matta ce n'è in giro. Ci hanno fregati tutti, la mia sensazione era giusta... E quel rompiscatole patentato di Miroslav..." così pensò.

Poi si ricordò che non aveva ancora risposto ad una domanda di Vasquas.

«Sei ancora curioso di sapere che cosa avevo visto in camera di Gatz Geneva?»



Conrad camminava a testa alta, con le mani in tasca e lo sguardo perso nel vuoto, il sole sul viso lo faceva sembrare meno distaccato del solito. Poi si voltò verso Irene.

<< Si, perchè no! Non mi ucciderà questa rivelazione no? >>
disse sorridendon.


«Beh... Mi era sembrato di vedere un orribile teschio nero, avvolto nel fumo, che emetteva un suono cavernoso... Magari sarà stata solo suggestione...»

Osservò Vasquas. Quel sole lo faceva sembrare più umano del solito. Sorrise. Lo prese per mano.

Poi disse:
«Conrad, contro il golem per un attimo ho creduto che da un momento all'altro saresti morto... Ma sei vivo, e sono contenta»

Quindi, lasciandolo, si chinò a terra e vide un piccolo fiorellino bianco. Il suo sorriso si allargò.

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view post Posted on 10/1/2009, 20:24Quote
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Saint Seiya Hypermith

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/9/2009, 11:03


Bella OneShot questa, Cassy. Quanto tempo sarà passato?

Peccato non averne giocate di più di avventure così ben interpretate. :)
 
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1 replies since 31/1/2008, 20:24
 
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